🚴 Più veloce di un istante

Ci sono momenti che la fotografia non ferma. Li lascia correre.

È passato davanti all'obiettivo in una frazione di secondo.

Il tempo di seguirlo con la macchina fotografica, accompagnarne la corsa e premere il pulsante di scatto. Tutto intorno continua a muoversi: le persone, le transenne, la strada. Anche lui sembra quasi voler sfuggire alla fotografia.

È il 28 giugno 2026, a Valleggia, nel comune di Quiliano. Durante la tradizionale Festa dell'Albicocca si disputa il 5° Trofeo “Il Giro dell'Albicocca”, gara ciclistica su strada dedicata alla categoria Giovanissimi e organizzata dall'ASD Polisportiva Quiliano Bike.

Tra i giovani corridori c'è anche questo atleta della Contraband Cycling Team – Le Piccole Canaglie ASD.

Non conosco la sua storia e, in fondo, per questa fotografia non è necessario conoscerla.

Perché quello che rimane nello scatto non è un nome, un numero o un risultato.

È un bambino lanciato sulla sua bicicletta, il corpo proteso in avanti, lo sguardo sulla strada e tutto il resto che sembra corrergli intorno.

Per una volta la fotografia non ha fermato l'istante.

Ha provato a stargli dietro.

📷 Una riflessione

Siamo abituati a pensare alla fotografia come al modo per fermare il tempo.

Un volto nitido. Un gesto sospeso. Una frazione di secondo sottratta allo scorrere delle cose.

Ma il movimento qualche volta racconta molto di più quando rimane movimento.

Una fotografia leggermente sfuggente può restituire il rumore delle ruote sull'asfalto, la velocità, la concentrazione, persino quella sensazione che si prova vedendo qualcuno passare davanti a noi e sparire subito dopo.

Forse non tutti gli istanti vogliono essere fermati.

Alcuni chiedono soltanto di essere accompagnati per un breve tratto.

Poi bisogna lasciarli andare.