🔴 Bianco, rosso, silenzio 🤍

Tre ritratti. Un tempo sospeso

C’è un luogo, nella fotografia, in cui il rumore si dissolve.
Non è uno spazio fisico, ma una condizione: quando lo sfondo si fa neutro, il gesto rallnta e lo sguardo resta solo con sé stesso.

Il bianco qui non è assenza.
È silenzio scelto, respiro, possibilità.

In questo spazio essenziale, il rosso emerge come unica dichiarazione.
Non urla, non invade: esiste.
È la traccia del corpo, del calore, della presenza viva che attraversa l’immagine senza bisogno di artifici.

Margot non posa per essere osservata.
È come se fosse arrivata un attimo prima dello scatto, o dovesse andarsene subito dopo.
Lo sguardo non chiede, non concede: resta.

Questi tre ritratti non raccontano una storia lineare.
Sono variazioni minime, quasi impercettibili, di uno stesso stato emotivo.
Un dialogo silenzioso tra pelle e luce, tra ciò che si mostra e ciò che rimane trattenuto.

Qui la fotografia non cerca consenso.
Si limita a fermare un istante in cui tutto è già accaduto —
e niente ha ancora bisogno di essere detto.

🤍🔴 1. Presenza

Il bianco non chiede nulla.
Il rosso resta.
In questo spazio essenziale, Margot non si mostra: è.
Uno sguardo fermo, che non cerca risposta e proprio per questo la ottiene.

🤍🔴 2. Sospensione

C’è un attimo, prima del pensiero, in cui il corpo decide di restare immobile.
Qui il tempo rallenta, il gesto si trattiene,
e lo sguardo diventa confine tra ciò che si sente e ciò che non serve dire.

🤍🔴 3. Silenzio attivo

Non tutto il silenzio è quiete.
A volte è una tensione morbida, una forza che pulsa sotto la pelle.
Il rosso non rompe il bianco: lo attraversa.
E in quello spazio nasce l’immagine.


✨🌟 Una Riflessione

A volte il gesto più potente è togliere, non aggiungere.
Lasciare spazio.
E ascoltare quello che resta quando l’immagine smette di parlare
e comincia a risuonare.