🖤 Alessia – L'eleganza dell'ombra

Borchie, catene e capelli di fuoco. Un'estetica forte che diventa ritratto.

Ci sono persone che davanti all'obiettivo non hanno bisogno di costruire un personaggio. Lo portano già con sé.

Alessia, aka Lexotannn, appartiene a questa categoria.

Capelli rosso fuoco, pelle nera, borchie, catene e tatuaggi compongono un'immagine immediatamente riconoscibile, apparentemente aggressiva. Ma basta fermarsi sul suo sguardo perché quella prima impressione cominci a cambiare.

A volte diretto e provocatorio, altre distante, assorto o semplicemente lasciato libero di andare altrove, è proprio lo sguardo a creare il contrasto sul quale si costruiscono questi ritratti.

Lo scenario urbano di Genova rimane sullo sfondo senza trasformarsi in scenografia. Pietra, asfalto, architetture, automobili e passanti appartengono alla quotidianità della città. È Alessia a introdurvi qualcosa di diverso, portando con sé un'estetica che non cerca di confondersi con ciò che la circonda.

Ne nasce una serie di ritratti in cui l'apparenza più evidente è soltanto il primo livello.

Perché dietro le borchie, il nero e il rosso c'è soprattutto una persona da osservare.

Lo sguardo nell'ombra

Regina di spine

Silenzio ribelle

Rosso indocile

Rituale urbano

Nera presenza

Ali nere

Voltarsi senza cedere

Dietro le spine

Sguardo d’acciaio

Lo sguardo oltre le spine

Oltre lo sguardo

Un pensiero tra le spine

Attraverso la luce

Incorniciata dal fuoco

Oltre l’apparenza

Sola nello spazio

🌓 Una riflessione

Un'immagine può essere costruita in ogni dettaglio: l'abito, gli accessori, la posa, il luogo, perfino il modo in cui la luce incontra il soggetto.
Ma c'è qualcosa che difficilmente si può costruire: uno sguardo capace di trattenere quello di chi osserva.
Con Alessia è proprio lì che la fotografia cambia. Dietro un'immagine volutamente forte, fatta di nero, metallo, borchie e contrasti, emerge qualcosa che appartiene soltanto a lei. A volte diretto e provocatorio, altre distante, quasi assorto, il suo sguardo continua a essere il punto verso cui inevitabilmente si ritorna.
Ed è forse questo che cerco maggiormente in un ritratto: non semplicemente mostrare una persona, ma lasciare che, per un istante, sia lei a guardare chi si trova dall'altra parte della fotografia.
Perché certe immagini si osservano.
Altre, invece, ricambiano lo sguardo.